Incentivi sul fotovoltaico: vantaggi

Dal 2005 il Conto Energia rappresenta in Italia il più grande incentivo per chi intende installare impianti fotovoltaici. A distanza di sette anni questo programma è stato periodicamente aggiornato: per i pannelli che entreranno in funzione quest’anno valgono le condizioni stabilite nel Quarto Conto Energia. La durata della tariffa incentivante è di massimo 20 anni. L’ammontare invece è calcolato in base all’energia prodotta e alla tipologia di impianto fotovoltaico. La differenza maggiore è quella tra pannelli sul tetto e impianti fotovoltaico di altro tipo (su terreno, su acqua etc). Esistono poi altri incentivi statali accessori e di importo minore come lo Scambio sul Posto, ovvero la messa in vendita sul mercato dell’energia prodotta in eccesso. Oggi questo scambio non è particolarmente redditizio perché, grazie alle nuove e più precise tecnologie, gli impianti vengono progettati in base alle reali esigenze della famiglia. Tutti sono accomunati dalla scopo di sensibilizzare i privati sull’importanza dell’energia alternativa derivante da fonti inesauribili.

Anche Regioni e Province possono organizzarsi in maniera autonoma per offrire a livello locale ulteriori incentivi pubblici, soprattutto nelle zone dove il fotovoltaico tarda ad affermarsi. Una recente indagine dell’ASPO ha calcolato che, anche a fronte di un esborso notevole da parte dello Stato per poter offrire questi incentivi, investire nel fotovoltaico nel lungo termine conviene. E se è vero che nel corso degli anni gli incentivi statali sono diminuiti, è innegabile però che questi ultimi restino proporzionali al costo dell’impianto e del montaggio dello stesso. Questa voce in Italia è crollata del 60% negli ultimi sei anni. L’incentivazione pubblica è quindi anche servita a permettere un abbattimento del costo di mercato.

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